Quanti degli odierni ICO rispettano le normative del 2018?

L’originale di questo articolo, scritto da Kirill Shilov, è apparso su Hackernoon @Medium il 5 dicembre 2018

Le Cripto e i regolamenti vanno di pari passo in questi giorni – che si parli dello sviluppo delle (monete) cripto o delle ICO (Initial Coin Offering) – i regolamenti sono sempre qualcosa che devono essere considerati bene prima di andare avanti. A partire dal 2017, quando la Cina ha fatto il grande passo e ha bandito gli scambi di cripto e di ICO, fino ad oggi quando i paesi stanno cercando di capire le migliori politiche per proteggere gli investitori e non danneggiare le innovazioni allo stesso tempo. Per gli investitori e i fondi, la cosa più importante è l’attuale panorama normativo: ma quanti ICO soddisfano effettivamente i requisiti delle autorità.

Come tutto è cominciato
Il primo ICO fu organizzato nel 2013 da Mastercoin e alla fine dello stesso anno Vitalik Buterin propose Ethereum. Ethereum ha lanciato il suo ICO nel 2014 e ha introdotto i contratti intelligenti, tra cui ERC20, i cui progetti iniziarono a diffondersi ampiamente per raccogliere capitali. I problemi, tuttavia, sono iniziati con DAO. Questa organizzazione ha raccolto circa 50 milioni di $ nel 2016 ed è stata hackerata poco dopo. Nel luglio 2017, la statunitense SEC (Security and Exchanges Commission) annunciò che DAO avrebbe dovuto essere considerato come un (gettone di) security – e un paio di mesi dopo, la Banca del Popolo della Cina dichiarò illegali gli ICO e richiese la loro immediata cessazione (il divieto è ancora attivo e 30 progetti ICO di origine cinese hanno dovuto scegliere un altro paese per la registrazione dell’ICO nel Q3 del 2018). Sebbene la situazione si stesse scaldando con i regolatori che iniziarono a stringere le maglie, gli ICO non potevano essere fermati così facilmente. Il mercato esplose alla fine del 2017, raggiungendo il picco nel gennaio 2018, quando oltre 2,2 miliardi di $ furono raccolti dalle ICO.

Il panorama attuale dei Regolamenti
Il boom della ICO è stato seguito da una recessione nell’estate del 2018 e le normative restrittive potrebbero essere state uno dei motivi. Nel 2018, è avvenuto un passaggio dagli investitori al dettaglio a quelli istituzionali e, come dimostra il recente rapporto di Autonomous Next, i Fondi di Venture Capital hanno investito oltre 1,6 miliardi di $ in progetti blockchain (ad agosto 2018). D’altro canto i Fondi che raccolgono tramite ICO, hanno avuto un decremento dell’80% da gennaio a settembre 2018. Il numero di ICO che è riuscito a raccogliere oltre 1 milione di $ è sceso a 54 a settembre da 110 a maggio e l’importo massimo raccolto nel terzo trimestre 2018 è stato di soli 134 milioni $.

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Fonte

Ciò che diventa particolarmente importante nelle attuali condizioni di mercato è:

  1. Come condurre in sicurezza un ICO

  2. Gestire il progetto legalmente dopo la raccolta di fondi, che richiede anche l’autorizzazione e le licenze

Vi sono paesi proattivi con una regolamentazione favorevole e linee guida chiare per le ICO, nonché mercati con posizioni complicate o indefinite.

Europa – aspetta e vedi
L’Europa non ha fretta di regolamentare gli ICO: i regolatori stanno prendendo in considerazione le cripto caso per caso. Bruegel, un think tank europeo specializzato in economia, ha suggerito che i membri dell’UE potrebbero seguire il proprio approccio alla regolamentazione ICO prima che l’ESMA (l’autorità europea responsabile per il sistema finanziario dell’UE) proponga un coordinamento per l’intera Unione. Sebbene l’ESMA non abbia ancora applicato leggi contro le ICO, degli avvisi sono stati ripetutamente segnalati agli investitori. Inoltre, il regolatore è stato abbastanza chiaro che gli ICO di tutto il mondo, compresi quelli dell’UE, dovrebbero rispettare tutte le leggi KYC (Know Your Customer) e AML (Anti Money Laundering) per essere legittimi.

Alcuni paesi europei stanno già facendo i propri passi per controllare le ICO:

  • Francia – Negli ultimi due mesi il paese è stato piuttosto favorevole agli ICO e alle criptovalute in generale – nell’ottobre 2018, in seguito a un forum pubblico, il Consiglio di amministrazione dell’AMF ha deciso di proseguire i lavori su un quadro giuridico specifico per le ICO. Il quadro consentirà ai fondi dei progetti e agli investitori di avere maggiore chiarezza sulla regolamentazione. Meno di un mese dopo, la commissione finanziaria della camera bassa del parlamento francese ha confermato i suoi piani di allentare le tasse sulle vendite di Bitcoin e quindi portarlo in linea con altre imposte sulle plusvalenze. Tuttavia, questo emendamento deve essere approvato da tutto il parlamento e non è stata ancora fissata una data esatta.

  • Svizzera -  Da molto tempo, la Svizzera si sta promuovendo come un hub favorevole all’innovazione della criptovaluta – da quando la città svizzera di Zugo ha iniziato ad accettare bitcoin come pagamento per i servizi governativi nel 2016. Nel febbraio 2018 la FINMA, l’Autorità Federale di Vigilanza sui Mercati Finanziari svizzeri, ha emanato una serie di linee guida per i progetti ICO, che affermavano: “Ogni caso dovrebbe essere deciso in base ai suoi meriti individuali”. Il regolatore ha anche affermato che alcuni tipi di progetti potrebbero dover ottenere una licenza bancaria. Infine, tutti gli emittenti di token devono rispettare i regolamenti AML.

  • Regno Unito -  Nel Regno Unito, la Financial Conduct Authority (FCA) non fornisce linee guida specifiche per determinare se gli ICO ricadono nei regolamenti nazionali e trattano tali questioni caso per caso. Per questo motivo, molte ICO non sono soggette all’autorizzazione di FCA in questo momento. Tuttavia, l’autorizzazione dell’ICO dipende dal fatto che comporti attività come la negoziazione, l’organizzazione di transazioni o la fornitura di servizi finanziari o di consulenza per il settore degli investimenti nel paese.

La Svizzera è stata l’hub più popolare per gli ICO in Europa nel primo trimestre del 2018 – le vendite di token hanno raggiunto 555 milioni di $; il Regno Unito segue con quasi 490 milioni di $.

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https://www.fabric.vc/report/

USA – duplice approccio
Gli Stati Uniti sono ancora un mercato importante per gli ICO : ICObench lo classifica come il paese con il maggior numero di ICO mai condotte (675 progetti in totale). ICO Rating mostra che nel secondo trimestre del 2018, nonostante tutti i problemi normativi, gli Stati Uniti erano leader in termini di progetti ICO registrati. La domanda è se questa tendenza continuerà, poiché qui vi è un alto grado di incertezza.
La SEC ha recentemente dato seguito a una serie di citazioni inviate a dozzine di progetti all’inizio del 2018, essendo particolarmente interessati ai progetti che non garantivano che solo gli investitori accreditati partecipassero alla raccolta di fondi. Le discussioni proseguono sulla questione se i token ICO debbano essere considerati titoli e quindi registrati alla SEC. Il test Howey è usato per determinarlo. Per coloro che vendono titoli, ci sono esenzioni dalla regolamentazione che possono essere utilizzate al fine di evitare il processo difficile, costoso e dispendioso in termini di tempo della registrazione SEC.
Fino al marzo 2018 non ci sono stati ICO registrati presso la SEC, quando il Gruppo Praetorian si è registrato ufficialmente per registrare la moneta PAX (in attesa di approvazione). Inoltre, (almeno) 18 progetti hanno completato le offerte utilizzando le esenzioni dalla regolamentazione nel secondo trimestre 2018.

Singapore – hub amichevole per le cripto
Alcuni dei mercati sono più proattivi nel loro approccio alla regolamentazione ICO rispetto ad altri e hanno legiferato o sviluppato metodologie, criteri o linee guida per la valutazione degli ICO. Questi includono, tra gli altri, Gibilterra, Jersey, Malta, Lituania, Isole Cayman e Singapore. Singapore, in particolare, è diventata un vero hub per la crittografia nel 2018, al secondo posto in ICObench per numero di ICO. Nell’agosto 2018, Singapore ha superato gli Stati Uniti nel conteggio dell’ICO per la prima volta nella storia, come mostra Elementus. Il rapporto di ICO Rating dimostra l’importanza di Singapore per lo sviluppo della blockchain – a partire dal terzo trimestre del 2018, 46 progetti ICO sono stati registrati nel paese, raccogliendo 241 milioni di $ in totale, sebbene solo 16 di loro avessero effettivamente origine da Singapore! Ciò significa che la migrazione di ICO verso paesi con giurisdizioni favorevoli sta decollando.

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https://elementus.io/blog/ico-market-august-2018/
  • Singapore ha un atteggiamento positivo nei confronti del trattamento normativo delle criptovalute. Nel novembre 2017, la Monetary Authority di Singapore (MAS) ha pubblicato una serie di linee guida, che hanno dichiarato che non regolerà le valute digitali, ma piuttosto le attività coinvolte. MAS si aspetta che gli emittenti di ICO si attengano all’AML e conducano una due diligence legale indipendente al fine di assicurarsi che i token non siano titoli. Ravi Melon, amministratore delegato di MAS, spiega che esistono tre tipi di token: di utilità, di pagamento e di sicurezza (l’unico che richiede la registrazione MAS).

  • Anche la Thailandia si sta muovendo verso una chiara regolamentazione dell’ICO. Nel novembre 2018, la Thai SEC ha annunciato l’approvazione del primo portale ICO nel paese. All’inizio di quest’anno è stato pubblicato il quadro normativo per le ICO. Di conseguenza, non meno di 50 progetti ICO hanno manifestato interesse nell’acquisizione di una nuova licenza crittografica thailandese, anche se è difficile prevedere quanti di questi saranno effettivamente approvati.

  • Le Isole Cayman sono diventate un altro hub per le ICO: nel terzo trimestre del 2018 sono stati registrati 12 progetti, che hanno raccolto 125 milioni di $ in totale. Secondo la Library of Congress, “le Isole Cayman sembrano avere un ambiente normativo abbastanza flessibile per le criptovalute e le tecnologie blockchain”. Non esiste una regolamentazione specifica per le ICO in questo territorio, ma la legislazione come la Securities Investment Business Law o la AM sono applicabili caso per caso. Le autorità evitano di affrettarsi con le leggi della ICO per godere dei benefici della tecnologia blockchain.

Quindi, di cosa si ha bisogno per gestire legalmente un progetto blockchain?
Come abbiamo già visto, le normative differiscono molto da un paese all’altro. In molti di essi non esiste un quadro preciso su come dovrebbero essere trattati gli ICO: i progetti vengono esaminati caso per caso. Ecco perché è abbastanza difficile valutare la quota di ICO che attualmente soddisfa tutti i regolamenti. Tuttavia, quello che sappiamo per certo è che le procedure KYC e AML sono già diventate un must per tutti i progetti che vogliono entrare nel mercato. Solo il 21% di 4.780 ICO pubblicati su ICObench soddisfano questi criteri e solo il 10% ha un prototipo o MVP* disponibile. D’altra parte, dei 738 ICO in corso, 313 soddisfano i requisiti KYC e 208 hanno un MVP o un prototipo. Ciò significa che oltre il 70% delle ICO sono vulnerabili a problemi legali.

*MVP (Minimum Viable Product): Un prodotto minimo vitale è un prodotto che ha la funzionalità minima per dimostrare l’ipotesi più essenziale per la proposta di valore di una startup.

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La scelta di una giurisdizione favorevole e la garanzia di rispettare le sue norme o esenzioni, oltre a svolgere tutte le procedure KYC e AML, sono le misure necessarie da adottare per tutti i progetti. Tuttavia, non è l’unica cosa a cui pensare. Una volta che hai finito con la raccolta di fondi e hai iniziato a gestire un’azienda nello spazio fintech, avrai bisogno di una licenza speciale per le tue attività. Sebbene ogni azienda abbia bisogno di una licenza per operare in questo settore, ci concentreremo qui sulle startup finanziarie – in particolare su quelle bancarie.

  • Il processo di acquisizione di una licenza bancaria è particolarmente frustrante e dispendioso in termini di tempo, quindi ha senso applicarlo nella fase iniziale dello sviluppo del prodotto.

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https://icorating.com/

L’elenco che segue dimostra questa affermazione e presenta le più famose criptobanche, che sono riuscite a raccogliere oltre 50 milioni di $ durante il loro ICO (Bankera, Tenx), sono state interamente autorizzate dalle autorità (Platio) o hanno attratto finanziamenti da investitori VC (Wirex).

  • Platio – Un ecosistema bancario intelligente che offre servizi bancari e commerciali in tre tipi di asset: fiat, cripto e titoli azionari. La società è autorizzata dalla FCA a effettuare e ricevere pagamenti ed è autorizzata dalle autorità dell’UE a effettuare pagamenti in valuta criptata e fiat. Il team dietro Platio afferma: “Il licensing è un’intera area della finanza che – se non viene trattata tempestivamente – non consentirà al business fintech di operare nel pieno rispetto delle normative internazionali e locali.” La licenza consente ai clienti Platio di effettuare reali transazioni e operazioni di scambio, nonché detenere fondi a corso legale in conti separati.

  • Bankera ha una licenza di istituto di pagamento ed è autorizzata ad operare nello Spazio economico europeo. Tuttavia, la società non ha ancora acquisito la sua licenza bancaria all’interno dell’UE, il che significa che non può ancora diventare un emittente autorizzato e acquirente di carte di pagamento, dovendo quindi dipendere da servizi bancari corrispondenti. Bankera si aspetta di ottenere la licenza solo alla fine del 2019. Fino ad allora, la società non sarà in grado di introdurre alcuni dei servizi bancari di base, come depositi o investimenti.

  • TenX (ICO chiusa a giugno 2017) ha atteso la sua licenza bancaria per operare come istituzione finanziaria già da diversi mesi. Al momento hanno confermato di possedere un BIN (Bank Identification Number) valido dalle principali compagnie di carte. Un BIN identifica l’istituto che emette la carta e, sebbene non conferisca alla società il diritto di introdurre prodotti bancari, è un grande passo avanti per ottenere una licenza bancaria.

  • Wirex ha recentemente ricevuto la sua licenza di moneta elettronica dalla FCA. Il team dice che possono essere necessari fino a 12 mesi affinché la FCA determini se concedere o meno una licenza all’organizzazione e l’intero processo richiede alle aziende di presentare tutti i dettagli di come funziona un prodotto, la descrizione precisa delle politiche interne, meccanismi di sicurezza, biografie del team, elenchi di portatori di interesse e la prova di un capitale sufficiente disponibile per offrire servizi regolamentati.

Le società sopra elencate sono esempi notevoli di attività bancarie autorizzate su blockchain. Ci sono altri progetti che non hanno avuto successo, almeno per ora. Nebeus non ha ancora acquisito la sua licenza bancaria. Ha bisogno della licenza e-money di FCA per servire un pubblico più ampio. Fiinu, che ha lanciato un ICO alla fine del 2017 e stava pianificando di diventare una banca con licenza completa entro il terzo trimestre del 2018, è ancora in fase di pre-application per l’autorizzazione della Bank of England. Seba, una criptobank svizzera, ha intenzione di ottenere la licenza bancaria nel 2019, quindi non verrà rilasciata fino ad allora. Ottenere una licenza bancaria richiede tempo e denaro. Coloro che sono pienamente autorizzati o ancora in attesa e hanno già fatto progressi sostanziali sono i rari che saranno in grado di offrire servizi finanziari legalmente, come inizialmente previsto quando le persone hanno investito in loro durante i loro ICO.

Quindi, di cosa si ha bisogno per gestire legalmente un progetto blockchain? Conclusione La raccolta di fondi per i progetti di blockchain è impegnativa al giorno d’oggi, mentre i paesi stanno prendendo una decisione sugli ICO e sui regolamenti più restrittivi. Alcuni di essi, tra cui gli Stati Uniti, stanno perdendo posizioni a più favorevoli giurisdizioni ICO – come Singapore o le Isole Cayman, dove, rispettivamente, 241 milioni di $ e 125 milioni di $ sono stati sollevati nel Q3 del 2018. I membri proattivi dell’Unione Europea sono anche in prima linea grazie alla chiarezza delle linee guida ICO: in Svizzera, le vendite di token hanno raggiunto 556 milioni di $ fra il Q1 ed il Q3 del 2018.

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Per i fondatori scegliere la giusta giurisdizione che garantisca che il loro progetto non sarà soggetto a spegnimenti imprevisti diventa un must. Tuttavia, il 70% dei progetti ICO sono vulnerabili a questioni legali semplicemente a causa della mancanza di procedure KYC e AML, come abbiamo già detto. Operare legalmente è l’altro lato della medaglia. Anche se assicuri che il tuo progetto soddisfi tutti i requisiti ICO, devi ancora pensare alle licenze per condurre gli affari secondo la legge. Questa è, comprensibilmente, una questione di particolare importanza per i progetti bancari responsabili del denaro delle persone.

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